I passeri a scuola di canto aiutano a capire il morbo di Parkinson

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Nel cervello una rete collega attività ripetitive e motorie

Nuove e preziose informazioni sul funzionamento del cervello nei pazienti colpiti da disturbi del movimento, come il morbo di Parkinson, arrivano dallo studio del cervello dei cuccioli di passero a ‘scuola’ di canto dai loro papà. Uno studio californiano pubblicato su Nature dimostra infatti il funzionamento di un fondamentale centro cerebrale coinvolto nell’apprendimento e nel controllo dei movimenti che e’ costituito dalla rete dei cosiddetti ‘gangli della base’.
Il gruppo di ricerca di Michael Brainard dell’università della California a San Francisco studia da anni il processo di apprendimento con cui i cuccioli maschi di passero del Giappone (appartenenti alla specie Lonchura striata domestica) imparano a cantare. La ‘scuola’ per loro inizia intorno ai 40 giorni di vita, e prevede centinaia di esercizi quotidiani con cui i cuccioli tentano di imitare le melodie intonate dai padri, correggendo e migliorando sempre più la propria voce, fino a poter sfoggiare tutta la loro abilità durante il corteggiamento una volta raggiunta la maturità sessuale, intorno ai 90 giorni di vita.
I ricercatori hanno focalizzato l’attenzione sui gangli della base, un gruppo di aree cerebrali unite fra loro da fitte interconnessioni coinvolte nei processi di apprendimento e di controllo dei movimenti, soprattutto per quanto riguarda le azioni più ripetitive come scrivere a macchina o, nel loro caso, cinguettare sempre la stessa melodia. Bloccando le vie da cui escono le informazioni elaborate dai gangli verso il sistema motorio, è stato possibile osservare che il processo di apprendimento si inceppa, e i passeri non sono più in grado di imparare a intonare nuove note. Appena ripristinata la comunicazione dei gangli della base col sistema motorio, però, ecco che all’improvviso tutto riprende a funzionare e gli uccelli riescono a esprimere le nuove note appena imparate senza bisogno di ulteriori esercizi.
La scoperta dimostra quindi che i gangli della base costituiscono un centro altamente specializzato e versatile, il cui funzionamento e’ dovuto in gran parte all’arrivo di un flusso continuo di informazioni che li tengono sempre aggiornati sui comandi inviati da altre strutture del cervello preposte al controllo dei movimenti. E’ dunque possibile che un blocco nella ricezione di queste informazioni possa essere alla base dei disturbi del movimento tipici di malattie come il Parkinson o la Corea di Huntington.

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Fonte: Ansa

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