“Premiate scienza e arte per incoraggiare i giovani”

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intervista tratta dalla Stampa.it del 31 agosto 2013

Elena Cattaneo: “Per il Presidente l’Italia deve tornare alla ricerca”

FABIO POLETTI
 

Alla «signora delle staminali» luccicano gli occhi. La notizia della sua nomina sta facendo il giro dell’università. Come se non bastasse il presidente Giorgio Napolitano l’ha appena richiamata sul cellulare, mentre era in riunione di Rettorato all’Università Statale e si capisce che adesso la guardano tutti un po’ così. 

 

Professoressa Elena Cattaneo, anzi senatrice Elena Cattaneo, che effetto le fa? 

«Io sono una persona normale. Uno scienziato normale. Il mio pensiero va ai malati e agli studenti di questa università. E questa nomina è dovuta anche a loro». 

 

Veramente il presidente Napolitano parlando di lei e degli altri senatori ha sottolineato i vostri «altissimi meriti»… Quando ha saputo che sarebbe diventata senatore a vita? 

«Due giorni fa a Roma. Sono stata chiamata dal presidente Napolitano. È stato un colloquio di un’ora molto intenso. All’inizio ero talmente emozionata che voleva offrirmi un cordiale. Il Presidente mi ha detto che ha scelto noi perché ritiene che nella scienza e nell’arte, nella musica soprattutto, vede un forte segnale di incoraggiamento verso le nuove generazioni che devono continuare a cercare e costruire. Devono impegnarsi, come mi ha detto il Presidente, per il miglioramento della nostra società». 

 

Con lei e gli altri neosenatori il presidente Napolitano sembra stringere un patto per far uscire l’Italia dalle secche.  

«I nomi degli altri senatori nominati sono enormi. Io non voglio essere un supereroe. Sono uno scienziato e continuerò ad esserlo. Quello che mi ha fatto il presidente Napolitano è un grande onore. Ma devo ammettere che mi mette anche una certa inquietudine». 

 

Donna, scienziata e senatore a vita. Anagrafe a parte – lei è il più giovane senatore a vita della Repubblica – lo sa che il paragone è inevitabile?  

«Continuare in Senato il lavoro di Rita Levi Montalcini mi inquieta ma allo stesso tempo mi stimola. Farò tutto quanto sta nelle mie capacità». 

 

Questo è un Paese dove la ricerca è figlia di un dio minore. I cervelli che non se ne sono già andati vanno via. Il suo non sarà un compito facile.  

«In questo Paese ci sono molte più isole felici di quanto si pensi, anche nella ricerca. Ma un Paese non può vivere di sole isole. Ci vogliono dei pilastri su cui costruire il futuro. Le parole che mi ha detto il Presidente sono le stesse su cui ho costruito una vita, con l’impegno della scienza, del parlarne, di farla uscire dai laboratori e farne capire l’importanza. In Parlamento porterò solo la voce della scienza, indipendente da qualsiasi mondo politico. Voglio farmi messaggero di questo». 

 

Tutti vorranno sapere il suo schieramento politico…  

«Non ce l’ho uno schieramento. Ho partecipato alle primarie del Pd nel 2009. E voto come tutti. Ma in Parlamento ci vado come scienziata. E continuerò a fare la scienziata anche fuori dal Parlamento. I miei studi e il mio cuore continueranno ad essere dedicati alle ricerche sulla malattia di Huntington». 

 

Lei andrà in senato in mezzo a persone che fanno della politica l’arte del compromesso. Non sarà facile… E Daniela Santanchè del Pdl ha già polemizzato…  

«Ecco, io la politica come arte della mediazione non la capisco. Io ho bisogno di fatti ed evidenze. E questi fatti ed evidenze non devono rimanere rinchiusi nel mio cassetto. Devono essere messi a disposizione di altri e devono essere ripetibili. Quanto a quelle dichiarazioni non le ho sentite ma in una giornata come oggi sono irrilevanti».

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Source: Lastampa.it

 

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