Cattaneo: «Basta abusare della speranza di chi soffre»

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«Nella scienza le scorciatoie non esistono». La mia solidarietà va ai medici che hanno detto basta alle infusioni, ma non comprendo chi ha fatto sì che iniziassero

«Cosa mi sento di dire ai familiari dei malati all’ospedale Civile per Stamina? Che sono incolpevolmente esposti a sofferenze che vanno oltre ogni umana sopportazione. Che è giusto che abbiano quotidiano aiuto dalla società. Vorrei però spiegare loro, come ho fatto con coloro che ho incontrato in passato, che non è vero che non c’è scienza e non c’è studio su quelle malattie, ma che dobbiamo essere concreti. La ricerca non può promettere niente a nessuno, eccetto l’assiduità di continuare a ricercare prove ed evidenze. E non è poca cosa. Significa ricerca per sempre, con qualunque sforzo. Conosco tanti colleghi che lavorano con lo stesso impegno che metterebbero se dovessero curare il proprio figlio. Una cosa, però, dev’essere chiara: nella scienza non esistono scorciatoie. E nessuno deve abusare della speranza». Elena Cattaneo, senatrice a vita per meriti scientifici, studia una malattia genetica rara, la Corea di Huntington, anche impiegando cellule staminali. È da sempre in prima fila contro la “terapia” Stamina e oggi pomeriggio, alle 17, sarà a Brescia, al Museo di Scienze Naturali di via Ozanam, per parlare di metodo scientifico, invitata dalla Fondazione Calzari Trebeschi in occasione del 40esimo della strage in cui morì anche il professor Alberto Trebeschi. Inevitabile, però, che la conversazione al telefono, dal gate dell’aeroporto dove – è domenica mattina – sta prendendo un volo per Londra, cada sulla discussa (e sotto inchiesta) Fondazione di Davide Vannoni e sull’ospedale di Brescia che le ha aperto le porte. 

Se, oltre ai malati e ai loro familiari, potesse incontrare i medici che ora hanno detto no a continuare le infusioni con cellule Stamina, cosa direbbe loro? 
«Che hanno tutta la mia solidarietà. Semmai non riesco a comprendere come altri medici per mesi avessero permesso di continuare quelle infusioni ignote». 

A parte i coinvolgimenti “personali” di cui si è letto nelle carte dell’inchiesta di Guariniello, con dirigenti della sanità regionale e parenti di dirigenti e medici del Civile inseriti fra i pazienti Stamina, forse c’è altro: Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia per il farmaco (Aifa) e rettore dell’Università di Brescia, ha detto che l’Italia è l’unico paese al mondo nel quale i giudici prescrivono le terapie. 
«Ho già detto, e lo ribadisco, che il caso Stamina è il più grave deragliamento deontologico che la storia della medicina, in questo Paese, ricordi. Ma il deragliamento deontologico è avvenuto su più discipline, con sconfinamenti di campo che hanno dato origine a pesantissimi conflitti di attribuzione». 

Anche la politica, però, ha sempre più a che fare con la scienza. Dai temi bioetici, al cambiamento climatico; dagli Ogm ai casi Stamina e Di Bella. Lei, da scienziata entrata nel “palazzo” della politica, nei giorni scorsi ha proposto che nel nuovo Senato che uscirà dalle riforme possano sedere anche gli scienziati. 
«Non solo scienziati, ma anche matematici per il calcolo probabilistico o filosofi per la logica del ragionamento. Serve un’alleanza fra politica, scienza, innovazione e saperi. Pensi a cosa significhi poter avere uno degli scienziati italiani che hanno contribuito alla scoperta del bosone di Higgs. Che visione potrebbe prospettare del futuro in quel campo! Credo, insomma, che sarebbe interessante se, accanto ai politici che organizzano le regole della società, ci siano esperti di materie ad alto tasso di innovazione, in modo che le novità che emergono in questi campi non restino fuori dai meccanismi legislativi. Del resto, il Senato del Regno era pieno di uomini di scienza. La lotta alla malaria, ai primi del Novecento, venne fatta con efficacia anche perché in Senato c’erano esperti della materia». 

 C’è però chi dice che la politica, e ancor più gli interessi economici, o quelli delle case farmaceutiche, possano inquinare la scienza. C’è stato lo scandalo Avastin-Lucentis, con Novartis e Roche multate per aver fatto cartello per promuovere un farmaco costosissimo al posto di uno equivalente ma economico. E in questi giorni è nelle sale il film “Il venditore di medicine”, sul comparaggio, i favori ai medici in cambio della prescrizione di determinati farmaci. 
«Nessuna attività umana è priva di rischi. E anche la scienza è fatta da uomini. Credo, però, che abbia gli anticorpi per difendersi da questi rischi. Sui finanziamenti, credo che il vero rischio è che non ci siano, in particolare per la ricerca di base. È una sciocchezza immane sostenere che si debba investire solo sulla scienza applicata. È la ricerca di base che porta alle grandi scoperte. Pensi al laser: è nato da una pura speculazione teorica e ora i restauri, il trattamento della miopia o la lettura dei cd passano attraverso il laser».  …Continua

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Fonte: Corriere.it



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