Proposto un farmaco che può invertire i sintomi della Malattia di Huntington

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Un trattamento singolo produce miglioramenti a lungo termine in un modello animale

 Con un farmaco a trattamento singolo  i ricercatori del Ludwig Institute for Cancer Research della School of Medicine presso la University of California di San Diego possono silenziare il gene mutato responsabile della Malattia di Huntington, rallentando e, in parte, invertendo la progressione della malattia neurodegenerativa in modelli animali.

I risultati sono pubblicati sulla rivista Neuron del 21 giugno 2012.

I ricercatori suggeriscono che la terapia farmacologica, testata nel topo e in modelli di primati non-umani, potrebbe produrre durevoli benefici motori  e neurologici negli adulti umani con forme moderate e gravi della malattia. Attualmente, non esiste alcun trattamento efficace.

La Malattia di Huntington colpisce circa 30.000 americani, i cui sintomi includono movimenti incontrollati e problemi cognitivi e psichiatrici progressivi. La malattia è causata dalla mutazione di un singolo gene che determina produzione ed accumulo di proteine tossiche in tutto il cervello.

Don W. Cleveland, PhD, professore e presidente della UC San Diego Dipartimento di Medicina Cellulare e Molecolare e capo del Laboratorio di Biologia Cellulare presso il Ludwig Institute for Cancer Research, e  i suoi colleghi  hanno infuso in  topi  e modelli di primati della Malattia di Huntington, con un’unica iniezione,  una sostanza identificata nel DNA  basata su oligonucleotidi antisenso (ASO). Questi ASO selettivamente si legano a, e distruggono ,le istruzioni molecolari del gene mutante che rendono tossica la proteina huntingtina.

Il trattamento singolo ha prodotto risultati in tempi rapidi. Gli animali trattati hanno cominciato a muoversi meglio entro un mese e hanno raggiunto il normale funzionamento motorio entro due mesi. Per di più, i benefici persistevano per la durata di nove mesi, ben oltre la scomparsa del farmaco  e la ripresa di produzione delle proteine tossiche.

“Per malattie come l’ Huntington, dove un prodotto come una  proteina mutante è tollerato per decenni prima della comparsa della malattia, questi risultati aprono la possibilità provocatoria che un trattamento transitorio possa portare ad un beneficio prolungato per i pazienti”, ha detto Cleveland. “Questa scoperta apre la prospettiva di una ‘vacanza della huntingtina’, che può consentire di eliminare  dei patogeni che potrebbero impiegare settimane o mesi per riformarsi. Se è davvero così, allora una singola applicazione di un farmaco per ridurre l’espressione di un gene bersaglio potrebbe ‘resettare l’orologio della malattia,’ fornendo benefici molto tempo dopo  che la soppressione della huntingtina è terminata “.

Oltre a migliorare funzioni motorie e cognitive, i ricercatori hanno detto che il trattamento ASO ha anche bloccato l’ atrofia cerebrale e accresciuto la durata della vita in modelli di topi con una forma grave della malattia. La terapia era ugualmente efficace se i geni mutati erano uno o entrambi, un indicatore positivo per la terapia umana.

Cleveland ha osservato che l’approccio è stato particolarmente promettente perché le terapie antisenso sono già state dimostrate sicure in studi clinici e sono al centro dello sviluppo di molti farmaci. Inoltre, i risultati potrebbero avere implicazioni più ampie, ha detto, “per altre malattie neurodegenerative età-dipendenti che si sviluppano da esposizione ad una proteina mutante” e forse per tumori del sistema nervoso, come i glioblastomi.

Co-autori sono il primo autore Holly B. Kordasiewicz, Melissa M. McAlonis, Kimberly A. Pytel e Jonathan W. Artates, Ludwig Institute for Cancer Research e UC San Diego Department of Cellular e Medicina Molecolare, Lisa M. Stanek, Seng H. Cheng e Lamya S. Shihabuddin, Genzyme Corporation; Edward V. Wancewicz, Curt Mazur, Gene Hung e C. Frank Bennett, Isis Pharmaceuticals, e Andreas Weiss, Istituti Novartis per la ricerca biomedica.

Il finanziamento per questa ricerca è venuto, in parte, dalla Fondazione CHDI.

Read more: http://www.newshd.net/journals/1785/proposed-drug-may-reverse-huntingtons-disease-symptoms/

Traduzioni Gioia Jacopini  – AICH ROMA ONLUS –

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