Utilizzo delle cellule staminali per la malattia di Huntington

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Una tra le malattie rare più difficili da combattere sembra essere il Morbo di Huntington: da oggi le cose stanno per cambiare, in quanto un esperimento con le cellule staminali evidenzia come siano in grado di ricostruire il neurone perso con la patologia.

Le staminali sono cellule indifferenziate del nostro corpo e sono in grado di differenziarsi e produrre altre cellule: sono presenti, specialmente, nel midollo osseo e nel cervello. Sono già utilizzate per il trapianto di midollo e nella rigenerazione della cornea, in quanto sono capaci di intervenire nei processi di rigenerazione di  tessuti e organi danneggiati.

La malattia Huntington si manifesta con una degenerazione cerebrale che porta, spesso, l’individuo a trascorrere il resto della sua vita su una sedia a rotelle. Solitamente, colpisce le persone tra i 35-40 anni di età, anche se può svilupparsi nei bambini oppure nei feti.

Da quanto si legge sulla rivista Cell Stem Cell, che ospita lo studio dei ricercatori della University of Rochester Medical Center, le cellule staminali agiscono nella ricostruzione di un neurone che si perde con lo sviluppo e l’avanzare della patologia,

Gli scienziati sono stati in grado di produrre nuovi neuroni nei topi affetti da una variante animale della malattia, scoprendo che le nuove cellule si ricombinano perfettamente con la rete nervosa: ciò si traduce in un aumento della sopravvivenza dei topi.

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Source: ciakmedicina.com/

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